GESTIONE NUMERO FISSO NAZIONALE

SPORTELLI SOCIALI MULTIDISCIPLINARI ED INTERDISCIPLINARI

C.S.IN. A.P.S. - E.N.A.C. 

 

Gli sportelli sociali multidisciplinari ed interdisciplinari C.S.IN. A.P.S. – E.N.A.C. - JACKLYNE sono deputati all’accoglimento delle richieste di aiuto anche generiche al fine recepire tutte le istanze di disagio sociale, civile, sanitario ed ambientale, spesso strettamente interconnesse, presentate dagli utenti/vittime.

 

Per richiedere l’assistenza da parte di questo sportello è obbligatorio procedere prima alla compilazione del questionario di valutazione vittima/utente per compilazione online che troverete in fondo alla pagina. Una volta compilato dovrà essere inviato tramite mail su info@csinonlus.org e tramite fax al numero 06233219818.

Dopo 7 giorni dall'invio del questionario, si potrà contattare il numero fisso nazionale 0621126561 comunicando il giorno di invio del questionario ed il proprio cognome 

 

 

Con il numero fisso nazionale 0621126561 viene attuata la procedura standardizzata per l'area sociosanitaria e tutela del cittadino, nonché per tutte le forme di persecuzione, discriminazione, vessazione della vittima/utente.

 

In queste situazioni si applica il protocollo previsto dal Coordinamento Nazionale dei Centri Antiviolenza in rete C.S.IN. A.P.S. - E.N.A.C. previsto nella campagna Nessuna Violenza Dentro Casa)

 

1.Acquisizione Richiesta Di Aiuto: può pervenire da fonti dirette (sia pubbliche che private) e da contatto telefonico tramite numero verde o mail. Nel caso di contatto tramite numero verde, gli operatori devono essere formati per essere in grado di gestire la chiamata e la situazione di pericolo imminente e grave che la vittima può prospettare. Le richieste di aiuto giungono da tre canali preferenziali: 1) numeri fisso nazionale 0621126561, 2) sito internet (www.csinonlus.org), 3) invio diretto da parte di ASL, forze dell’ordine o associati che vengono a conoscenza di situazioni di disagio e/o pericolo per donne e minori.

 

2.Compilazione Scheda Richiesta di Aiuto: l’operatore che acquisisce la richiesta di aiuto deve compilare una scheda della vittima con i dati anagrafici, la residenza, i recapiti telefonici e la mail e l’oggetto della richiesta. Questa scheda viene inviata al responsabile che, a sua volta, la inoltra al responsabile dell’Ufficio Legale ed al responsabile degli psicoterapeuti e criminologi del centro antiviolenza al fine di prendere un primo contatto con la vittima e contiene: 1) nome e cognome utente/vittima; 2) residenza ed indirizzo per corrispondenza; 3) documento con data di rilascio e scadenza; 4) codice fiscale; 5) numero di telefono; 6) indirizzo di posta elettronica; 7) procedimenti civili o penali (come persona offesa o imputato) in corso; 8) livello pericolosità della situazione (basso, medio, alto); 9) presenza di un legale di parte; 10) motivo della vostra richiesta: stalking, mobbing, bullismo, violenza domestica e di genere, maltrattamenti in famiglia, abusi e violenze sessuali; tutela dei minori; anatocismo bancario ed usuraPer ogni richiesta di aiuto, a prescindere che la chiamata abbia un seguito o meno, viene compilata una scheda della persona con l’indicazione dello sportello competente. Nella gestione delle chiamate, per tale motivo, è importante che gli operatori siano adeguatamente formati ed informati per evitare che vengano archiviati nel database informazioni erronee (ad esempio: riportare che una persona è vittima di mobbing, mentre in realtà si è di fronte a un caso di bossing, straining o demansionamento). Compilata la scheda viene richiesto alla persona di inviare tutta la documentazione inerente il suo caso, previa compilazione ed invio, tramite mail o fax, del consenso informato per i dati sensibili e personali, di copia del documento e del codice fiscale. Una volta compilata la scheda, viene immediatamente inoltrata al responsabile dello sportello, al criminologo, allo psicoterapeuta per la compilazione del questionario di valutazione vittima/utente insieme al responsabile dell’Ufficio Legale. Dopo aver fornito questi dati vi sarà indicato quale professionista e/o sportello prenderà in carico la vostra richiesta e l'orario in cui chiamare per aver una prima consulenza con un professionista. Vi chiediamo, per consentire a tutti di accedere al servizio, di formulare in modo sintetico le richieste e prediligere l'uso dell’e-mail se volete lasciare un memoriale per spiegare in modo più approfondito la questione da sottoporre.

 

3.Primo Colloquio con la Vittima/Utente: viene effettuato dal responsabile del centro con il responsabile dell’Ufficio Legale e degli psicoterapeuti ed è teso ad individuare la reale portata della forma di persecuzione, discriminazione o vessazione cui è stata oggetto la vittima/utente. Viene compilato un questionario di valutazione della vittima/utente. Il questionario è composto di circa 34 pagine, cui spesso si possono aggiungere altri strumenti diagnostici quali MPII ed altri. Questi strumenti consentono di comprendere se la persona è una vittima reale o se percepisce ciò che subisce come una persecuzione, sia un buona che in mala fede (purtroppo non sono casi i rari di denunce basate su prove elaborate ad arte ..). In sostanza, viene effettuato un primo e sostanzioso filtro e scrematura prima di far intervenire l’ufficio legale che si baserà anche, e soprattutto, sulle risultanze di questa intervista nella quale, in ogni caso, la documentazione sarà stata già letta dai professionisti.

 

4.Presa in carico del caso e gestione del medesimo: una volta effettuato il colloquio con la vittima e stabilito la portata della forma di persecuzione subita, tramite un diagramma diossologico e degli appositi test diagnostici, viene preso in carico il caso in modalità interdisciplinare e multidisciplinare. La vittima viene effettua dei percorsi personalizzati di recupero dal trauma subito, dal momento del suo ingresso fino al superamento di tutta l’eventuale fase processuale con i legali del centro antiviolenza. L’Ufficio Legale incaricato, previo conferimento del mandato, presta la propria attività legale in regime di convenzione praticando i minimi tariffari previsti dall’Ordine degli Avvocati, nei limiti ammessi dal codice deontologico, nonché con il gratuito patrocinio qualora vi siano i requisiti e, comunque, sempre nei casi previsti dalla Legge n.119/2013. Acquisita la documentazione, il legale nominato redige l’atto all’uopo necessario (denuncia, ricorso, istanze …) e provvede alla notifica e/o deposito del medesimo. Nei casi di stalking, violenza, molestie, abusi e maltrattamenti, le denunce non vengono fatte depositare dalla vittima presso le forze dell’ordine, ma si provvede a far firmare l’atto e viene depositato direttamente presso l’Ufficio Primi Atti della Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale competente.

 

5.Inizio di un ciclo di terapie: Avviata la fase legale, ed anche a prescindere da essa, la vittima di stalking e mobbing viene assistita dagli psicoterapeuti del C.S.IN. A.P.S., in tutte le fasi in cui si snoderà tutta la vicenda. Il trauma subito, per quanto si possa avere un carattere forte (molto spesso ci è capitato di sentire frasi del tipo: <sono forte posso farcela da sola..>, poi purtroppo il crollo avviene inevitabilmente una volta in cui bisogna affrontare il processo in presenza del proprio «carnefice»..) dover rivivere situazioni drammatiche, non può che accentuare situazioni a rischio. Per questo motivo suggeriamo di seguire, a prescindere se l’esito sia una denuncia o un solo ammonimento, dei cicli di terapia per <convivere>, in un certo senso, con il trauma subito. Parliamo di convivere e non di superare, per onestà intellettuale, certi traumi è difficile dimenticarli per sempre.

 

6.(Fase eventuale) in caso di denunce per lesioni gravi e gravissime, contatti con il comune di residenza della donna vittima di violenza per l’invio presso delle strutture protette convenzionate: L’epilogo di una denuncia per violenza, atti persecutori, maltrattamenti, lesioni, percosse è che la donna che ha sporto tali denunce, per tutelare la propria incolumità, è opportuno che abbandoni, temporaneamente, la propria residenza. I periodi di permanenza sono mediamente di circa 6/8 mesi, eventualmente prorogabili per situazioni eccezionali. Il C.S.IN. A.P.S. e l’E.N.A.C. hanno delle strutture protette convenzionate presso cui inviano chi è veramente in pericolo di vita, cercando di evitare tale soluzione che aggiunge trauma ad altro trauma. Le motivazioni sono proprio nella legislazione sui centri antiviolenza, poiché la donna che entra in una casa protetta, se lavora, perde il diritto alla retribuzione, le viene conservato il posto ma non gode di aspettativa retribuita. Per altre motivazioni si gode di aspettativa retribuita, ma in caso di «pernottamento forzato» in una casa rifugio, si perde il diritto alla retribuzione. Si intende operare con una forma di prevenzione diretta sugli stalker ed i soggetti maltrattanti, rendendo operativo sul territorio nazionale un progetto di recupero personalizzato (Dalla Violenza alla Comprensione) che consenta al reo ed al soggetto maltrattante non recluso di accedere ai benefici previsti dalla Legge n.119/2013.

 

   La campagna Nessuna Violenza Dentro Casa C.S.IN. A.P.S. - E.N.A.C. del 2018 ha consentito di creare una rete di centri antiviolenza in rete per la gestione in modo uniforme dei casi, nonché di stabilire procedure standardizzate da utilizzare anche nella fase di accoglienza e primo contatto con le vittime/utenti.

 

    Si è così raggiunto un protocollo uniforme per la gestione delle richieste di assistenza, aiuto ed in-formazione da parte di vittime di diverse forme di persecuzione e di disagio sociale.

 

  Lo Sportello Sociale Multidisciplinare ha lo scopo di individuare la problematica dell'utente e di gestirne anche il disagio interiore che può nascere anche da un situazione di problematiche economiche.

   

   E' un progetto pilota da attuare in tutte le sedi del C.S.IN. A.P.S. e dell'E.N.A.C.

 

  Dopo il primo filtro, una volta elaborata la scheda di richiesta di aiuto ed il questionario valutazione vittime/utenti la pratica viene inoltrata allo sportello competente ed alla gestione differenziata dei casi in cui si è in presenza di forme di persecuzione o discriminazione con non rientrano nelle problematiche dell'utente consumatore e dei suoi rapporti con operatori commerciali o pubblica amministrazione. 

 

  La gestione del numero fisso nazionale e degli sportelli sociali multidisciplinari C.S.IN. A.P.S. - E.N.A.C. è affidata, direttamente, all'Ufficio di Presidenza Nazionale del C.S.IN. A.P.S. e all'Ufficio di Presidenza Nazionale dell'E.N.A.C. e dipende dal settore legale e dal Centro di Psicoterapia Sociale del C.S.IN. A.P.S. 

 

   Dagli sportelli sociali multidisciplinari ed interdisciplinari dipende direttamente lo Sportello di Ascolto per Violenza Domestica e di Genere Aiutaci Ad Aiutarci C.S.IN. A.P.S.

Il numero fisso nazionale è attivo dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 19:00. 

Questionario di valutazione vittima/utente per compilazione online
QUESTIONARIO VALUTAZIONE VITTIMA UTENTE
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Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

mer

19

gen

2011

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