SPORTELLO C.S.IN. ONLUS, KAIROS, ORIZZONTI ONLUS E AIUTIAMOCI  DI ASSISTENZA, INFORMAZIONE, CONSULENZA SU RACKET, USURA, ANATOCISMO BANCARIO, REGOLARITA’ ASTE GIUDIZIARIE

 

L’informazione è la fonte della conoscenza, quindi humus per la vita di ogni individuo singolo o aggregato in gruppi. Partendo da questo semplice concetto, il C.S.IN. Onlus, Kairos, Orizzonti Onlus e l’Associazione AIUTIAMOCI, hanno aperto uno sportello polifunzionale e multidisciplinare per fornire assistenza, informazione, formazione e consulenza su tematiche che costituiscono un’emergenza sociale ed economica che ha effetti devastanti su qualunque soggetto, sia esso un dipendente che un imprenditore sia nel settore privato che pubblico con un numero verde a cui chiamare per ricevere le prime ed indispensabili informazioni:800146541 (per emergenze 3479255233). Le emergenze socio economiche i questione riguardano: racket (c.d. pizzo) ed estorsione, usura, cartelle esattoriali, anatocismo bancario, regolarità delle aste giudiziarie.

Lo sportello viene coadiuvato dalla collaborazione di diversi settori del C.S.IN. ONLUS: settore legale; settore diossologia, criminologia e psicologia; settore economico.

L’aspetto psicologico che interviene in questi casi ha una valenza di primaria importanza. Spesso chi è vittima del racket e dell’usura, ha il fondato e concreto timore di un danno grave ed ingiusto nei propri confronti e delle persone a sé più care, prima ancora che per i propri beni materiali. Poter dare assistenza, informazione multidisciplinare e contestuale diventa fondamentale per vincere il legittimo timore di un pericolo grave e, a volte, imminente.

L’intervento legale non può prescindere da quello di uno psicoterapeuta – criminologo che, di concerto con l’avvocato, possa abbattere la legittima resistenza della vittima ad uscire dal tunnel, apparentemente senza uscita, in cui si trova. Infondere fiducia e una possibilità di uscita è il primo passo, fondamentale, con il supporto delle forze dell’ordine.

Responsabili dello Sportello gli Uffici di Presidenza del C.S.IN. Onlus, Kairos, Orizzonti Onlus, AIUTIAMOCI e l’Ufficio Legale C.S.IN. Onlus. Nelle diverse regioni sono gli uffici di presidenza regionali ed i legali delegati dall’Ufficio Legale Nazionale del C.S.IN. Onlus. All’interno dello sportello operano professionisti sia del settore legale che socio sanitario.

Il racket, più noto come "pizzo", costituisce un'attività criminale tesa ad ottenere dalla vittima (imprenditore, artigiano, libero professionista o lavoratore autonomo) il pagamento, a scadenze regolari, di una somma di denaro offrendo, come contropartita, la "protezione" da diverse azioni delittuose (intimidazioni) che potrebbero accadere e il cui autore sarà lo stesso soggetto proponente. Attualmente i settori ove la criminalità organizzata opera di più sono il racket dell’immigrazione clandestina, prostituzione, appalti di servizi ed opere pubbliche, gioco d’azzardo (ecc…). Le modalità esecutive possono essere le più disparate: minacce di con estorsione di denaro, di lesioni gravi o morte rivolte verso la vittima o persone a lui vicine, giungendo alla punizione materiale di chi oppone resistenza alle richieste.

Il c.d. pizzo costituisce una falsa forma di "protezione", dove i criminali si fanno pagare per offrire protezione dai crimini commessi da loro stessi. Il giro di affari annuo in Italia, da fonti del Ministero dell’Interno,  è pari a 10 miliardi di euro, con 160.000 esercizi commerciali coinvolti; al 95 % tale forma di racket è gestita dalla criminalità organizzata. 

L'usura, invece, si sostanzia in un’attività criminale protesa allo sfruttamento del bisogno di denaro di un altro individuo, richiedendo delle percentuali di denaro aggiuntive a fronte dell’importo dato, determinando così un guadagno illecito. Nel rapporto usuraio, in pratica, da una parte,  c’è un soggetto che ha la necessità di denaro, dall'altra, vi è l’offerta del prestito di una somma di denaro che, apparentemente, potrebbe risolvere il proprio bisogno, in realtà cela, illecitamente, un forma di speculazione illegale prevedendo degli interessi superiori (per calcolarli basta aumentare il TEGM del 50%) al “tasso soglia” (tasso effettivo globale medio (TEGM) relativo ai vari tipi di operazioni creditizie, rilevato ogni tre mesi dal Ministero del Tesoro e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale) e che, pertanto, sono chiamati interessi usurai.

Come detto, non soltanto la criminalità organizzata può compiere attività fraudolente con estorsione ed usura, ma può verificarsi che nella stipula di un mutuo, prestito, fido bancario vengano praticati degli interessi che superino il tasso soglia. In questi casi, rivolgendosi a professionisti esperti di diritto bancario e tributario, è possibile evitare di rimanere “strozzati” da rate di importo elevato con interessi illegali. In questi casi, tolto il capitale che andrà restituito, tutti gli interessi, a seguito di denuncia penale e mediazione con l’istituto di credito, potranno essere recuperati.

È un fenomeno che colpisce tutta l’Italia, non solo il Mezzogiorno, anche perché sono diventati frequenti i casi in cui le denunce di usura  sono rivolte, non solo e soltanto, ad esponenti della criminalità organizzata ma anche a società finanziarie od istituti di credito che praticano interessi superiori al tasso soglia previsto dalla legge.

Altra modalità con cui possono essere applicati interessi superiori a quelli legali è tramite il meccanismo dell’anatocismo bancario:  si tratta di un fenomeno con cui gli interessi maturati nel conto corrente bancario vengono addebitati nel conto medesimo, divenendo una somma sulla quale successivamente maturano ulteriori interessi.

Nel 1992, con la Legge 18 febbraio 1992, n. 172, è stato istituito il Fondo di sostegno per le vittime di richieste estorsive, mentre nel 1996, con la Legge 7 marzo 1996, n.108, è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico il reato di usura:

Art.644 c.p. (Usura)

Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari [artt. 1448, 1815 Codice Civile], è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000.

Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dal primo comma, procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario [c.p. 649].

La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.

Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.

Le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà:

1) se il colpevole ha agito nell'esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare;

2) se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari;

3) se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno;

4) se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale;

5) se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui è cessata l'esecuzione.

Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni.

 

Fondo di solidarietà per vittime del racket e dell’usura.

 

Con la Legge n.172/92 e la legge 23 febbraio 1999, n. 44, è stato istituito il Fondo di Solidarietà per le vittime del racket e dell’usura, con cui chi ha subito, per essersi opposto agli estorsori, danni alla persona o alla propria impresa può ricevere, a titolo di risarcimento, un'elargizione che gli consenta di riprendere l'attività. La legislazione che si è succeduta negli anni si è improntata sul principio di risarcire tutti coloro che abbiano subito danni a causa di attività estorsive, per aver deciso di collaborare con lo Stato combattendo il racket o smettendo di pagare il "pizzo". Con il Fondo di solidarietà, lo Stato concede benefici economici - elargizioni alle vittime di estorsione o mutui agevolati alle vittime di usura - a chi denuncia gli episodi. L’istanza deve essere presentata alla prefettura che la inoltra al Commissario straordinario del Governo antiracket e antiusura, che ha il compito di presiedere il Comitato di solidarietà, esaminare le istanze e deliberare sulla concessione o meno del beneficio richiesto.

 

CHI PUO’ PRESENTARE LA DOMANDA?

1) Soggetti danneggiati da attività estorsiva esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, ovvero, con il consenso dell’interessato, il Consiglio nazionale del relativo ordine  professionale o una delle associazioni nazionali di categoria rappresentate nel Cnel, le organizzazioni antiracket e antiusura, iscritte nell’apposito albo tenuto dal Prefetto, aventi tra i propri scopi quello di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsiva

2) appartenenti ad associazioni di solidarietà

3) altri soggetti (terzi danneggiati)

4) superstiti

 

QUANDO?

In presenza del reato di estorsione, entro 120 giorni dal deposito della denuncia penale, o dalla data in cui la vittima ha avuto piena conoscenza che, dalle indagini preliminari, è stato accertato che il danno è stato causato da un delitto compiuto con finalità estorsive (articolo 7, comma 1, D.p.r 455/99). Qualora vi siano danni conseguenti a intimidazione ambientale, la domanda deve essere presentata entro il termine di un anno dalla data in cui hanno avuto inizio le richieste estorsive o nella quale l’interessato è stato per la prima volta oggetto della violenza o minaccia (articolo 13, comma 4 della legge 44/99).

In presenza del reato di usura, entro 180 giorni dalla data del deposito della denuncia o dalla data in cui l’interessato, in qualità di persona offesa del reato di usura, ha avuto notizia dell’inizio delle indagini (articolo 7, comma 2 del D.p.r. 455/99).

Il Fondo di prevenzione, è stato istituito, dall’art.15 legge n.108/1996, presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), al fine di concedere contributi alle strutture territoriali, Confidi, fondazioni antiusura e associazioni riconosciute, che sostengono le vittime di usura che denunciano. I confidi, che sono cooperative o consorzi composti dalle categorie economiche e produttive del territorio, e le Fondazioni, iscritte in un elenco tenuto presso il Mef, utilizzano i contributi prestando garanzie alle banche sui prestiti richiesti dagli 'usurati'.

ATTIVITA’ FONDO PREVENZIONE:

1.Informazione e consulenza legale (leggi 44/99 e 108/96) rivolta a enti o persone interessati ad approfondirla;

2.Informazione alle vittime, soprattutto a chi non ha ancora sporto formale querela e chiedono quale supporto può fornire lo Stato;

3.Informazione a chi ha presentato un’istanza al Fondo di solidarietà sullo stato della propria domanda;

4.Raccordo con le Prefetture e con altri Enti coinvolti nella istruttoria delle istanze;

5.Informazioni sulle segnalazioni di situazioni anomale per la successiva valutazione  ed intervento diretto del Commissario straordinario, che può decidere di incontrare i cittadini che ne fanno richiesta durante le visite effettuate sul territorio;

COMITATO DI SOLIDARIETÀ VITTIME DELL'ESTORSIONE E DELL'USURA

COS’E’?

è l'organismo che esamina e delibera sulle istanze di accesso ai benefici del Fondo di solidarietà

QUALI SONO I SUOI COMPITI?

Esaminare e deliberare sulle istanze di accesso ai benefici del Fondo di solidarietà.

Il Comitato è composto da:

· un rappresentante del Ministero per lo Sviluppo economico e uno del Ministero dell'Economia e delle finanze

· tre membri designati dal Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) ogni due anni in modo da assicurare la presenza, a rotazione, delle diverse categorie economiche

· tre membri delle associazioni antiracket e antiusura, anch´essi in carica per due anni

·    un rappresentante della Consap (Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici) senza diritto di voto.

 

(fonte sito: http://www.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/servizi/legislazione/antiracket/)

 

FORM PER RICHIESTE DI ASSISTENZA, INFORMAZIONE E CONSULENZA

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